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RIUNIONE DIRETTIVO del Venerdì 19 febbraio 2010
Sala conferenze ore 19,30. Presenti: Ponzetta Giovanni, Lezzi Cosimo, Negro Nicola, Ricciato Nico, Legittimo Lucia.
Dopo aver dato comunicazione e appoggio ai comitati di Presicce per il convegno “Emergenza ambiente nel sud salento” organizzato per i progetti selvaggi sulle rinnovabili (Vedi allegato A ), si passa ad esaminare il bando di Idee indetto dal CSVS per valutare se inserire in questo progetto una conferenza sui pesticidi nel piatto.
A tale proposito si cerca di definire il tipo di interventi e si conviene di far relazionare ad:
Il periodo della manifestazione dovrebbe essere tra aprile e maggio, si valuta se invitare espositori con prodotti di aziende certificate bio dei dintorni. Il bando scade il 12 marzo
Si esamina poi la lettera da spedire alla stampa sulla proposta delle 4 vele e si conviene di contattare l’ufficio tecnico per l’aggiornamento di alcuni regolamenti nel settore dell’edilizia rurale. ( All. B)
Si comunica poi al direttivo l’avvenuta spedizione della scheda sul Fano con le modifiche concordate (Vedi all. C)
Si informa poi della spesa per un ulteriore blocchetto di 10 tessere in seguito ad ulteriori richieste di adesioni all’associazione. Dal punto di vista operativo procede intanto la bonifica dei siti, l’ultimo in ordine di tempo quello di S.Anna con la collaborazione del responsabile della ditta di divulgazione scientifica “Sidereus” del dott. Vito Lecci.
Per concludere si ipotizza un calendario di massima per gli impegni in sospeso nel mese di marzo e aprile:
La riunione termina alle ore 21.
Salve, 20 febbraio 2009
Il segretario Nicola Negro
(Allegato. A) Feb 2010: Emergenze ambientale in Presicce, Acquarica ed Ugento
1. Centrale biomasse, Presicce. Sito web MondoPower (Ferplant): “1MW; bio-digestione anaerobica di scarti biodegradabili agricoli & industriale”; “impianto in fase avanzata di autorizzazione”. Sindaco: “1,5MW (+ 0,5MW fotovoltaico); inceneritore di biomasse + rifiuti industriali & urbani”. Progetto approvato dall’amministrazione precedente senza che l’opposizione se ne accorto. Rischia di un nuovo Copersalento? 2. Impianto fotovoltaico, Casina dei Cari. Quasi completato. Albereti di oliva sradicati. 100KW. 336 panelli circa 2m x 1m occupano circa 0,3Ha di terreno in un recinto di circa 0,6Ha. Nel Oasi di protezione… dove max. 40KW e permesso solo “per autoconsumo”. Piccolo progetto industriale sul terreno con destinazione ad uso agricolo. Nessun panello di concessione edilizia. Ogni filo di panelli ombreggia quello di dietro salvo poche ore intorno a mezzogiorno. Come sarà diserbato? 3. Impianto fotovoltaico, Contrada Petruddò/Burgesi, Ugento. Vigneto sradicato. Sito recintato. Circa 3Ha. Panelli non ancora installati. 1MW! Progetto di Geo Engineering Consulting, Lecce. Ing. Antonio Greco, nato Squinzano 10.11.64, Via V Monti 36, 73100 Lecce, esperto di collaudo di impianti industriale ecc. Zona agricola. Concessione edilizia con semplice DIA. 4. Impianto fotovoltaico, Pressicce. Sito web MondoPower: “impianto di 1MW autorizzato”. Sindaco non al corrente. Dove? Almeno 3Ha. 5. Impianti fotovoltaici, Presicce. Forse ancora 4 o 6 progetti. 6. Centrale eolico, Acquarica. Sito web MondoPower: “6 impianti separati di 1MW… per un totale di 6MW”; “progetto autorizzato”. Escamotage per raggirare la legge. 6 torri di 100m + rotori di 100m diametro! Dove? Il vecchio progetto T&G ripristinato? PRIE non adottato. 7. Mega centrale eolico, Ugento. 21 torri di 3MW. 8. Discarica Muccio, Acquarica. Ampliamento di discarica per rifiuti speciali. Stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi/tossici! 9. Burgesi Monteco. Programma di bonifica? 10. 11. Biostabilizzatore di Pompignano. Puzza! Inquinamento luminoso. 12. Santina 13. Ecolio. Perché sequestrato? 14. Depuratore di Taurisano 15. Nucleare 16. Inquinamento falda. Indagine Medialab per la Provincia. Accertamenti?
Allegato B. Proposta 4 vele tra luci e ombre
Sono quattro le buone notizie del 2010 che hanno consentito, in base alle nuove indicazioni, di riportare il Comune di Salve verso la vetta della classifica nazionale stilata da Legambiente:
Permangono però le perplessità degli anni precedenti sullo sviluppo della fascia costiera. Troppa improvvisazione, mancanza di parcheggi pubblici, troppe licenze (complessivamente risultano almeno 33 “operatori turistici” in circa 5 km di spiaggia = un operatore turistico ogni 150 mt.) regole non rispettate: dal montaggio dei chioschi alle debite distanze dalle dune ai parcheggi su aree sensibili, occupazione di aree non spettanti e alcune attività di affitta ombrelloni che diventano stabilimenti.
Continuano inesorabili le concessioni per “villette rurali” su suolo agricolo con vincolo paesaggistico soprattutto lungo la fascia costiera appena oltre i 300 metri e sulle colline più integre del territorio dove non è stato mai possibile praticare agricoltura, così come Legambiente ha evidenziato in più circostanze. Il cemento non è ecosostenibile
L’assenza di un Piano Urbanistico Generale e la mancanza di volontà politica di redigerlo, crea gruppi di edificabilità a macchie di leopardo compromettendo anche in futuro la possibilità di creare fasce di territorio protetto e una pianificazione armonica.
Scarsa manutenzione e cura delle aree verdi unito ad uno scarso controllo del territorio, l’assenza di alcuni servizi, poca informazione e nessun provvedimento nei confronti dei cittadini trasgressori lasciano sul territorio aree di degrado abbandonate a se stesse.
Mancata presenza di aree naturali protette e di siti archeologici fruibili. Ignorata finora la proposta ufficiale di area S.IC. da parte del circolo di Legambiente di Salve richiesta per salvaguardare il cordone dunale, la zona costiera fino a Lido Marini, i due canaloni principali: Fano e Tariano e la collina tra Brufichi, Fano e Don Cesare.
Assenza di aziende con produzioni tipiche biologiche certificate e prodotti di eccellenza
Mancanza di un piano per la localizzazione di antenne di telefonia mobile.
( Allegato. C)
SCHEDA PER IL CENSIMENTO DEI PERCORSI DELLA RETE ESCURSIONISTICA PUGLIESE - DATI TECNICI GENERALI E LOCALIZZAZIONE
CODICE: 10 DENOMINAZIONE: Fano COMUNE/I: Salve CARTOGRAFIA: IGM in scala 1:25.000; aerofotogrammetria 1:10.000; REGIME DI PROPRIETÁ: Pubblico - privato ENTE REALIZZATORE DEL PERCORSO ATTREZZATO: Provincia di Lecce ORIGINE DEL FINANZIAMENTO USATO PER LA REALIZZAZIONE DEL PERCORSO: ENTE DEPUTATO ALLA MANUTENZIONE E GESTIONE: Associazioni Ndronico, Italia Nostra e Legambiente CARATTERI DELLA SEGNALETICA: Segnaletica con tabelle in legno di castagno o larice o pino silvestre trattato con impregnante all’acqua fissati al terreno con paletto in legno OPERE ACCESSORIE PRESENTI: Tabellone d’insieme, Tabelle segnavia, Tabelle località, segnavia su pietra, con picchetto o concio di tufo. CARATTERISTICHE DEL FONDO: misto terreno – roccia calcareaCARATTERISTICHE DEL PERCORSO LOCALITÁ DI PARTENZA: Salve – Ponte Puzziche (prossimità Masseria Fano)LOCALITÁ DI ARRIVO: idem LUNGHEZZA: 4,35 Km DISLIVELLO: 32 – 75 m TEMPO DI PERCORRENZA: 3 h GRADO DI DIFFICOLTÁ: escursionistico; ACCESSIBILITÁ: possibilità di parcheggio all’inizio del percorso; DESCRIZIONE DELL’AMBIENTE: Il bacino del Canale naturale del Fano in uno con l’affluente “ “Tariano” è uno degli ambienti naturali di maggiore suggestione nella parte meridionale del Salento; con le aree limitrofe della Masseria Don Cesare-Aparo Valentini, delle Masserie “Spegolizzi, Brufichi e dalla stessa Masseria di Fano costituisce senz’altro un itinerario storico naturalistico degno della massima attenzione. Ci troviamo ai margini delle Serre Salentine nel territorio comunale di Salve in un’area a metà strada tra Ugento e S. Maria di Leuca, che dista che dista dodici chilometri a sud-est; il sito è individuabile nel foglio 223 della casta d’Italia IGM, 1:25.000, tavoletta “Presicce”. Circa 10 milioni di anni fa, in seguito ad un abbassamento della piattaforma cretacea, si crearono gli alvei di due canali che sono stati poi caratterizzati da un articolato fenomeno d’erosione della roccia calcarea. La morfologia del sito può essere divisa in tre tratti: due distinte gole superiori a nord caratterizzate da ripidi terrazzamenti ulivetati in mezzo ad enormi massi fratturati, un tratto centrale deposizionale tra le ripide pareti a balze caratterizzato da enormi canneti e alla fine del quale l’affluente “Taviano” trova sfogo nel corso principale, il tratto finale lungo la pianura costiera fino a raggiungere il mare in corrispondenza delle dune e degli arenili di “Pescoluse”. La presenza nei canali naturali di sorgenti e polle d’acqua che alimentano piccoli corsi d’acqua perenni, uno dei pochissimi casi in quest’area, è senz’altro uno dei motivi per cui il sito è stato frequentato sin dall'era del bronzo , ne sono testimonianza i risultati degli scavi archeologici condotti sia nell’area della limitrofa masseria “Spegolizzi” con la scoperta del villaggio protoappenninico che nell’area della masseria “Fano” dove sono in corso degli scavi che hanno di fatto già accertato la presenza di un altro insediamento riferibile allo stesso periodo. Interessante sempre nell’area sia il sito della grotta dei “Montani” che il fenomeno carsico denominato”Grotta delle Fate”, quest’ultimo inghiottitoio ancora tutto da indagare e perciò si porta dietro un alone di leggenda. In epoche meno remote vi hanno lasciato tracce monaci “basiliani”, vista la presenza lungo il fianco del canale “Fano” di alcune piccole grotte scavate nella roccia e nelle quali sono ancora visibili labili tracce di affreschi. La presenza nell’area di numerose masserie fortificate, sopra citate, con le relative “paiare” e “liame” è espressione di un quadro fisico (geologico, morfologico e vegetazionale) molto favorevole per l’organizzazione della campagna, nonostante che l’alveo dei canali fosse impaludato; primeggiava la produzione del vino dei “fani”. Interessante lungo il canale “Taviano” il piccolo lecceto secolare. L’importanza di tale bacino sotto l’aspetto idrogeologico è confermato dal fatto che il canale “Fano” in tutta la sua consistenza è stato inserito nell’elenco delle acque pubbliche della provincia di Lecce approvato con Decreto Reale del 7 aprile 1904. Pur se abbondantemente antropizzato, Il sistema dei Canaloni di Salve (Canale Fano, Canale Tariano e Canale Muscio) costituiscono elementi di grande interesse floristico, per il microclima particolare dovuto alla oresenza di risorgive e per la relittualità di alcuni tratti di vegetazione. Interessanti in particolare la presenza roverelle al fondo di Canale Tariano e di prati di equiseto, lauri e noci di notevoli dimensioni al tratto iniziale ed un fitto tratto di lecceta con esemplari monumentali e un fitto sottobosco a Coronilla emerus sul versante est del tratto mediano dello stesso. Lungo Canale Fano, importante la presenza di Iris unguicularis e Vitex agnus-castus, rarissimi nel Salento, oltre a tratti di vegetazione elofitica nel corso d’acqua e noci monumentali nel tratto terminale, con costoni coperti da gariga a cisti e lentisco con notevoli fioriture di orchidacee. Tra i rettili il Ramarro , che qui presenta esemplari di notevoli dimensioni, il Cervone, la Biscia dal collare e il Colubro leopardino. E' possibile notare la furtiva presenza della Testuggine palustre. Nella macchia mediterranea oltre agli uccelli tipici di questi ambienti, è possibile trovare la luscengola, sauro dagli arti estremamente ridotti, e, tra i mammiferi, il tasso, la faina, la donnola e la volpe. Ma l'aspetto più affascinante, per l'estrema biodiversità della vegetazione, è la presenza di un'enorme varietà di Insetti. Tra le farfalle spicca l'appariscente Charaxes jasius, che si nutre delle piante di corbezzolo, la Gonepteryx cleopatra, la Papilio machaon, l’Iphiclides podalirius, e la Vanessa atalanta.Tra i Coleotteri si possono trovare gli Scarabei floricoli (Cetonia sp.), i variopinti Crisomelidi e i Cerambicidi dalle caratteristiche lunghe antenne ricurve. Nei canaloni, più umidi e freschi, sono frequenti anche diverse specie di Libellule.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO: Lasciare la strada asfaltata e scendere dal lato ds del ponte Pozziche, si visitano le sorgenti e all’altezza del Giardino Valentini, un “orto chiuso” dalle alte mura in terra e pietre, si attraversa l’alveo e si costeggia il canale sul lato sn verso sud prima che il sentiero si inoltri a mezza costa tra gli ulivi si sale fin sotto il costone tra massi in crollo, ripari sottoroccia e ripidi terrazzamenti. Si riattraversa il fondo il corrispondenza di un sentiero poco prima del Bosco di Tariano dopo aver lasciato il margine di un canneto. Lasciando alle spalle il lecceto tra i terrazzamenti si giunge all’intersezione con una strada asfaltata. Prendendo la direzione N-O dopo appena 100 m si scende a sn lungo una scarpata nell’alveo del canale del Fano fino al ponticello sul ruscello fiancheggiato da alti eucalipti. Procedere verso Nord ovest tra mentastro e canneti dopo una piccola caverna con acqua sorgiva sempre sul costone ds coperte da ipomee si scorgono due anfratti basiliani con ancora qualche traccia di affresco. Si risale poi da una ripida mulattiera fino a costeggiare sulla sn la masseria del Fano e sulla ds l’insediamento del bronzo medio della Chiusa. Giunti sulla strada asfaltata si procede per circa 300 m fino ai parcheggi.
INTERESSE DEL PERCORSO: naturalistica, storico culturale; STRUTTURE RICETTIVE A SERVIZIO DEGLI ESCURSIONISTI: Strutture ricettive di agrituristiche nelle immediate vicinanze, campeggi, hotel e case-vacanze lungo la costa. ALTRI SERVIZI PER GLI ESCURSIONISTI:visite guidate organizzate da Legambiente MODALITÁ DI PERCORRENZA: a piedi.
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